ylenia citino parlamento
Diritto costituzionale

Quale parametricità delle prassi parlamentari nei giudizi della Corte costituzionale?

January 5, 2018

* Testo dell’intervento alla Tavola rotonda sul tema “L’autonomia delle Camere nel quadro della riforma costituzionale in atto”, svoltasi nell’ambito della X edizione dell’Atelier “4 luglio – G.G. Floridia”, Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre il 4 luglio 2016 e pubblicato nella rivista giuridica “Rassegna parlamentare”, 2/2017.

di Ylenia M. Citino

Il regolamento parlamentare vive nella costante tensione fra la pretesa del diritto di avere regole stabili, certe, conoscibili e vincolanti, e le spinte provenienti dalle forze politiche, refrattarie ad un’iper-normativizzazione che possa precludere importanti spazi di manovra. Non sfugge, nella singolarità dell’ambito applicativo di tale fonte, la tendenza, a volte viziata da palesi forzature, a compiere operazioni interpretative di estensione del campo semantico di talune regole. Ai confini del diritto scritto, però, non si può nemmeno sottacere l’esistenza di un universo in continua espansione, fatto da norme non scritte: convenzioni, consuetudini, precedenti, prassi ed interpretazioni evolutive. L’insieme di questi fenomeni, inquadrabile sotto la comune denominazione di fatti normativi, sembrerebbe destinato ad acquisire una crescente rilevanza.

L’intrinseca dinamicità della forma di governo implica che l’assetto delle istituzioni, per quanto possa essere frutto di un’opera di fine ingegneristica costituzionale, sia sempre un passo indietro rispetto alla realtà materiale. In altre parole, si assiste ad un fenomeno di allontanamento dell’essere dal dover essere.

Questo è ancora più vero nell’ambito del diritto parlamentare, ove alla prescrittività viene preferita la duttilità. In quest’ottica, la cedevolezza dei regolamenti parlamentari, attributo congenito alla natura politica dell’organo elettivo, ha consentito che nel corso dei decenni si facesse posto a prassi sempre più consolidate, tali da arrivare ad incidere persino sulla forma di governo. Lo sviluppo di prassi con evidenti aspetti di contrarietà alla Costituzione, solleva il dubbio sulla capacità delle Camere di autoregolarsi. Da qui, anche, la domanda sulla legittimità di un eventuale sindacato esterno, qualora il contenuto di queste norme, sempre più soggetto ai “colpi delle maggioranze”, non fosse idoneo a rispondere efficacemente alle esigenze di efficienza istituzionale.

L’effetto di sovvertimento della gerarchia delle fonti è riconoscibile dalla circostanza che alla facile derogabilità dei regolamenti parlamentari si contrappone l’indisponibilità degli organi custodi del buon funzionamento delle Camere (segnatamente, i Presidenti di Assemblea e le Giunte per il Regolamento) a contravvenire alle prassi di più antica data. La particolare logica interpretativa che sorregge le argomentazioni di questi organi, infatti, muove dalla considerazione della natura “non derivata” delle regole del diritto parlamentare.

L’autonomia organizzativa di ciascuna Camera, giustificata da profonde radici storiche, porta con sé la pretesa dell’esclusività nell’applicazione e nella revisione dei propri regolamenti, vi sia o no un espresso riconoscimento nella Carta Costituzionale. Corollario di ciò sarebbe una vera e propria potestà di «interpretazione autentica», fulcro della libertà di autodeterminazione di cui dispongono gli organi costituzionali, che deve fronteggiare il cedimento della teoria degli interna corporis provocato dalla sent. 9/1959 e dalla giurisprudenza successiva.

In un simile contesto, affiora la forza della regola non scritta. Essa sarà tanto maggiore, quanto più lontana dall’occasione che l’ha fatta sorgere, a prescindere dalla sua eventuale codificazione in una fonte scritta. L’autorevolezza della longa repetitio varrà, pertanto, a fondare una decisione risolutiva in caso di questioni procedurali che richiedano un «supplemento di legittimazione». <continua…>

Scarica il documento integrale qui: Citino – Rassegna parlamentare 2:2017

Print Friendly, PDF & Email
Ylenia Citino
Phd Candidate in Constitutional Law
Department of Political Science
University of Roma Tre

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *